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Ondina Valla

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Regina dell'atletica

 Il più importante risultato della sua carriera fu l'oro alle Olimpiadi del 1936 a Berlino sugli 80 metri ostacoli. Il 5 agosto vinse la semifinale con il tempo di 11"6, che le valse anche il primato del mondo. Il giorno dopo si disputò la finale. L'arrivo fu serrato, con ben quattro atlete piombate assieme sul traguardo. Non ci furono dubbi sulla vittoria della Valla, prima con 11"7, ma fu necessario ricorrere al fotofinish per stabilire l'ordine di arrivo per le inseguitrici.

L'oro olimpico le diede immensa popolarità nell'Italia fascista, divenendo un simbolo per le ragazze italiane. La stampa la definì il sole in un sorriso. Inoltre, con quella vittoria divenne, all'età di 20 anni e 78 giorni, la più giovane atleta italiana a vincere un oro olimpico, record rimasto imbattuto fino al 2004.

L'originale nome Trebisonda fu scelto dal padre come omaggio all'omonima città turca (in turco Trabzon), da lui ritenuta una delle più belle del mondo. Nata dopo quattro fratelli maschi, cominciò ad essere chiamata "Ondina" in seguito ad un errore di un giornalista che scrisse Tebitonda invece di Trebisonda, Da allora qualcuno iniziò a chiamarla Trebit-ondina e quindi semplicemente Ondina.

L'albero di quercia d'onore che le fu donato a Berlino è piantato all'esterno dello Stadio Comunale di Bologna e c'è anche una lapide a ricordo di quell'impresa.

Per saperne di più
Wikipedia alla voce Ondina Valla
Il Mito della V nera op. cit.
Encliclopedia delle Donne - voce Ondina Valla

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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 04 Maggio 2011 19:47 )  
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