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Lo stilista della sciabola

“Faccio la scherma per divertirmi – ha sempre affermato – non ho complessi. Il giorno in cui dovessi soffrire pensando alle gare smetterei di tirare.” Le arrabbiature contro i giurati o gli avversari sono state rarissime nella carriera di Gianpaolo. Se gli andava male attribuiva quasi sempre la colpa a se stesso. “Ho tirato con faciloneria – diceva – e ho sottovalutato l’avversario, non meritavo quindi di più”. Quando le cose andavano bene  - credo che una volta o l’altra abbia battuto  tutti i più grandi sciabolatori italiani e stranieri – non si esaltava affatto.

Spesso vediamo che ciò che è ben fatto a lezione viene contraffatto nell’assalto, proprio perché l’aggressività e la foga del combattimento determinano per molti schermitori una degenerazione del gesto acquisito nella lezione. Calanchini non ha mai compromesso in gara il suo inconfondibile stile: porta il ferro con arte in qualunque bersaglio, è pronto nei recuperi, misuratissimo nelle parate, preciso e velocissimo nelle risposte che esegue che esegue indifferentemente, come le azioni di attacco, con il semplice allungo o in “frecciata”.

Elegante, pulito e sciolto nei movimenti, coordinato anche nelle azioni più complesse, capace sempre di variare il ritmo dell’azione e di imporre il suo ritmo all’avversario, Gianpaolo Calanchini ha condizionato con il suo personalismo stilistico i più forti sciabolatori della palestra virtussima che lo hanno avuto come modello.

Palmares 
Medaglia di Bronzo a squadre Olimpiadi  Roma 1960
Medaglia di Argento a squadre Olimpiadi Tokyo 1964
Medaglia di Argento Campionati del Mondo  Parigi 1965

Per saperne di più
Il mito della V nera op. cit.

La sezione scherma oggi

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 04 Maggio 2011 19:48 )